Quelli che non ricordano il passato sono condannati a riviverlo”, recita la frase incisa in trenta lingue sul monumento nel lager di Dachau. Non potrebbe esserci base più solida e imperitura per fondare l’impegno delle istituzioni e di ciascuno di noi affinché la consapevolezza di un abominio che non può essere dimenticato resti viva nella coscienza personale e collettiva. Solo così sapremo combattere i germi dell’antisemitismo e di ogni altra di forma di razzismo. Oggi più che mai, infatti, è soltanto la memoria a proteggere il nucleo di umanità che può impedirci di precipitare nuovamente nella barbarie.